VAR, Video Assistant Referee

Dalla prossima stagione il campionato di Serie A inizierà con un’importante novità: la VAR

 

Qualche giorno fa, il presidente della Figc Carlo Tavecchio, ha dichiarato che si inizierà ad utilizzare la VAR già dalla prima giornata di campionato. Una grande innovazione per la direzione arbitrale. Nel campionato di Serie A 2017/2018 scompariranno gli assistenti di porta, introdotti nella stagione successiva al famoso gol di Muntari in Milan-Juventus del 25 febbraio 2012. A sostituirli ci sarà la VAR. In ogni stadio verrà inserito un impianto dotato di otto telecamere e di una sala. Il costo dell’operazione è intorno ai due milioni di euro. Innanzitutto cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sull’uso di questo nuovo termine. VAR sta per Video Assistant Referee. La VAR (femminile) è lo strumento tecnologico che si sta cercando di inserire nel calcio. Invece il VAR (maschile) è l’arbitro che andrà a sostituire gli assistenti di porta. Chiuso in una sala e lontano dal campo, l’arbitro VAR aiuterà il direttore di gara a prendere delle decisioni servendosi delle immagini derivanti dalle otto telecamere. Questa nuova tecnologia non va confusa con la celebre portatrice di polemiche ”moviola in campo”. Potrà essere usata solo in alcuni casi: assegnazione di un gol o di un rigore e per le espulsioni. Oppure anche per correggere l’assegnazione errata di un’ammonizione, nel tipico caso dello scambio di persona. Una volta capito cos’è e come dovrebbe generalmente funzionare, sorge spontanea una domanda: con l’introduzione di questa nuova tecnologia finiranno le diatribe e i contrasti per le decisioni arbitrali? Un quesito delicato, al quale è difficile rispondere. I pareri sono tanti e discordanti. Infantino, presidente della Fifa, sta portando avanti la sua campagna a favore della VAR da tempo, affermando di aver avuto solo risultati positivi durante i test. Lo strumento sarà infatti impiegato nei Mondiali in Russia. Ultimamente, sia l’ex campione Zinedine Zidane, sia il centrocampista croato Luka Modric, hanno espresso le loro perplessità sull’utilizzo del nuovo strumento. In molti lo ritengono un elemento di confusione. Certamente una questione molto complicata. Pensandoci bene, è difficile credere che le polemiche possano placarsi con l’utilizzo della VAR. Il calcio è già lo sport in cui, nella maggior parte dei casi, le regole non vengono applicate, ma interpretate. Aspetto da prendere in considerazione perchè causa di non pochi disordini. Anche con questa nuova tecnologia le decisioni spetterebbero sempre all’interpretazione di una persona umana, ovvero il VAR referee che guarda le immagini sul monitor. Quest’ultimo dovrebbe comunicare la sua impressione al direttore di gara, al quale compete comunque la decisione finale. Tutto questo in uno stadio, con la pressione, la tensione e il pubblico che rumoreggia. Quanto sarebbe utile spezzare la partita un impreciso numero di volte? Per non parlare poi della complessità del gioco, tale che, in alcune situazioni, non si riesce a fare chiarezza nemmeno dopo una cinquantina di replay.
La fine dei problemi? Ai posteri l’ardua sentenza…