Acne Studios tinge Milano di rosa con il nuovo opening

Un sussurrato annuncio che qualcosa di nuovo stava per accadere. Ed è successo.

Da qualche mese nella capitale della moda italiana un tram rosa, tutto rosa, ha carpito l’attenzione di tutti.  Sabato 17 Giugno 2017, l’attesissimo opening del nuovo store di Acne Studios a Milano in piazza del Carmine, nel cuore dello shopping milanese. Complice una manovra di espansione del retail che ha visto l’inaugurazione di quattro nuovi stores worldwide, la celebre casa di moda svedese ha voluto festeggiare i suoi primi ventun anni di attività nella cornice di una delle zone più belle di questa città : Brera. Non è un caso che ci siano voluti «cinque anni per trovare la location giusta per noi a Milano. Sono felice di aver atteso perché piazza del Carmine ha il perfetto senso di individualità e dimensione sociale che mi piace. Il negozio è assolutamente unico e perfettamente Acne Studios» dice Jonny Johansson , direttore artistico del brand. Il nuovo store prenderà il posto della boutique del brand Marc by Marc Jacobs , seconda linea del marchio americano Marc Jacobs,chiuso dopo quattordici anni di attività, nel 2015. Acne studios,nato come parte del collettivo creativo ACNE , produce e commercializza abbigliamento ready-to-wear uomo e donna, linee di calzature, accessori e jeans, e nel corso del tempo ha partecipato a collaborazioni artistiche speciali e a progetti creativi unici. Abbiamo visto la visione avanguardista di questo brand in una capsule collection con Liberty London in un’altra con Lanvin, una collezione basata sulle opere della pioniera svedese dell’astrattismo pittorico Hilma af Klint, e persino una gamma di biciclette insieme all’italiana Bianchi. Forte è l’ispirazione che il brand trae dall’arte e dalla fotografia, ispirazioni che si materializzano in racconti idilliaci e totalmente innovativi. La capacità di attingere da diverse arti, dalla quotidianità, captando le esigenze e i desideri del targhet di riferimento fanno di Acne studios uno dei brand più avant garde da più di venti anni. Acne Studios è uno spirito giovane che cavalca la propria strada , con l’atteggiamento nordico che lo ha fatto nascere, ordinato nel suo totale disordine,nel tripudio di stampe e colori chiusi nella rigorosa pulizia delle forme. Una boutique non è un negozio e Jonny Johansson e il resto del team lo sanno bene. Acne arriva a Milano con un carico di granito rosa Baveno, tavoli e sedute come in pietra come piccoli monumenti ed un’illuminazione Mega, sistema creato ad hoc per lo store acceso solo dopo il tramonto. Se non siete mai stati a Milano, comprate subito un biglietto solo andata.

Radiohead I-days 2017 – Parola d’ordine comodità

Al tramonto.

Sotto un cielo rosa pastello

I-days,Parco di Monza, 16 giugno 2017.

Più che il day 2 dell’imponente Festival, che accoglie numerosi artisti per quattro giorni, nell’importante cornice di un immenso parco, questo è il day 2 dei Radiohead in Italia. Dopo la strabiliante data di Firenze, svoltasi appena due giorni prima, gli artisti di Oxford hanno avuto il compito di provare a replicare, o addirittura surclassare, un concerto che è stato pressochè perfetto. Uno show all’indomani del quale si è concretizzata un’autentica gara di aggettivi, perchè descrivere quanto proposto da Thom Yorke e dalla sua band è davvero complicato. A Monza i Radiohead hanno suonato per tutti non solo per i veri appassionati. Tra i tanti pezzi abbiamo ascoltato Paranoid Android, No Surprises, Karma Police e perfino Creep, il primo brano ad averli resi celebri in tutto il mondo. Tra i sessantamila cuori e mani che battevano c’eravamo anche noi a godere di questo spettacolo e guardandoci un po’ attorno siamo accorti che oltre al gusto musicale quelle sessantamila persone avevano in comune anche un “codice di abbigliamento”. E’ bastato fare un giro nel parco, durante le ore di attesa, per capire che le parole d’ordine erano comodità e funzionalità. Cappelli e visiere ma anche foulard a mò di turbante per ripararsi dal sole cocente. Ragazzi in camicie di lino e t-shirt in tutte le gamme cromatiche, petto nudo per chi invece il caldo torrido non può proprio sopportarlo o semplicemente vuole approfittarne per un po’ di tintarella. Le ragazze indossano per lo più mini abiti o crop top e shorts. Ciò che accomuna tutti però è lo zaino in spalla o il marsupio in vita. Talvolta anche la cintura, come ormai il trend setter detta, diventa l’accessorio più utile per legare la maglietta o semplicemente tenere un pacchetto di sigarette ed avere la possibilità di far danzare libere le mani. No a sandali o ciabatte ma via libera alle sneakers . Alte, basse, in pelle o in tessuti tecnici , poca importa l’importante è sentirsi a proprio agio. Una legge non scritta dunque che non parla di moda, parla di stile e di priorità dove l’individualità regna sovrana nell’aspetto ma canta la stessa strofa della medesima canzone.

ECOSIA | Come combattere i cambiamenti climatici navigando su Internet

Crescita, sviluppo e tutela dell’ecosistema. Ecosia ha la ricetta giusta.

Fondato nel 2009 da Christian Kroll, Ecosia è un motore di ricerca che si propone ormai da diversi anni come alternativa ai motori di ricerca più utilizzati, Google su tutti.

Cos’ha di speciale?

Ecosia è un motore di ricerca così detto “eco-friendly”, riesce infatti a coniugare la necessità dell’utente di avere delle risposte alle domande poste giornalmente al suo motore di ricerca predefinito, con l’urgenza di combattere i cambiamenti climatici e il disboscamento, fenomeni che incidono fortemente sul nostro eco-sistema.

Come?

Ecosia dona l’80% dei suoi profitti a progetti di riforestazione in tutto il mondo. Questo, dal 2009 a oggi ha portato Ecosia a piantare più di 9 milioni di alberi, sfruttando la sente di conoscenza dei suoi utenti che, mediamente, piantano un albero ogni 10 secondi, cliccando sui risultati di ricerca pubblicizzati.

Quali sono i benefici?

Quella che “i soldi non crescono sugli alberi”, fino ad oggi, è stata nel sentire comune la più assodata delle ovvietà. Non è così però per Ecosia e per le comunità in cui il motore di ricerca “green” ha concentrato i suoi sforzi. Madagascar, Tanzania, Perù, Nicaragua, Indonesia e Burkina Faso sono i paesi che hanno beneficiato direttamente dell’attività di riforestazione.

Maggiore biodiversità ed efficienza idrica, suoli più fertili e protetti e autonomia economica, senza contare l’enorme impatto che un albero ha nella battaglia contro la desertificazione e i cambiamenti climatici agendo proprio contro quel cancro che è il Co2.

L’obbiettivo di Ecosia, come social business, è quello di “coltivare concretamente un mondo più sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico”, piantando un miliardo di nuovi alberi entro il 2020: navigando su Internet.