Disoccupazione giovanile

Disoccupazione e esodo giovanile

Si dice che la speranza sia l’ ultima a morire. Peccato,da qualche tempo a questa parte,sia anche la prima ad illudere. Le vittime di tale illusione sono soprattutto i giovani,i quali dopo aver sperato a lungo,aver visto i propri sogni andare in frantumi e aver capito che in Italia per loro non vi sia alcuna opportunità lavorativa o formativa,hanno preferito lasciare amici,famiglia,tutto e andare lontano,in un posto capace di offrire loro lavoro,di conferire merito. Ciò si verifica in particolare al Sud,infatti ogni anno circa centomila giovani lo lasciano e si recano all’ estero,per conseguire un titolo di studio che faciliti l’ ingresso nel mondo del lavoro,oppure per lavorare direttamente. Recenti indagini dimostrano che le mete più gettonate siano: Inghilterra,Germania,Cina,Spagna. Molti tra questi giovani hanno meno di trenta anni e possono essere definiti “cittadini a termine”,perché quasi la metà possiede contratti a termine,i quali non permettono cambi di residenza e fanno si anche le famiglie debbano restare in terra d’ origine e aspettare i propri figli far ritorno ogni fine settimana o una volta al mese. Un ragazzo su quattro è laureato,mentre la restante parte sono operai specializzati che lavorano in cantieri dell’ Italia centro settentrionale. Questi dati permettono di comprendere il divario  tra Nord e Sud e dimostrano che la flessibilità dei rapporti di lavoro si traduca in precarietà,per questa ragione l’esodo giovanile è visto come una transizione,probabilmente destinata a diventare definitiva. Bisogna impedire che i ragazzi lascino la propria terra d’ origine,creando maggiori opportunità lavorative e nel campo dell’ istruzione. Più fatti,meno parole,questo chiedono i giovani.