Scienza

Cosa succederebbe se clonassero il tuo cervello in un chip?

Clonazione della mente umana

Molti tra i più famosi scienziati ritengono che nei prossimi decenni saremo in grado di clonare il cervello umano su un chip. Breve viaggio fra scienza, futuro e filosofia.

Il cervello umano è la macchina, di cui conosciamo l’esistenza, più complessa nell’universo: 86 miliardi di cellule chiamate neuroni interconnesse fra loro che si scambiano segnali chimici durante tutta la vita di un essere umano. Questo complesso sistema di cellule, di cui conosciamo ben poco fino ad oggi, costituisce la rete neurale che ci permette di compiere ogni azione della nostra vita, dal parlare al sognare.

Le capacità di una mente umana sono straordinarie e neanche i più potenti computer del mondo si sono mai avvicinati alle peculiarità dell’organo dove risiedono la nostra coscienza, la nostra memoria e i nostri sentimenti. Molti pensano che tutto questo sia dovuto solo a processi puramente fisici e chimici, altri credono che la coscienza e la vita in sé siano proprietà emergenti che non si possono spiegare solo a livello meccanico; forse la clonazione del cervello umano potrebbe dare una risposta a queste visioni opposte, vediamo perché.

[quote pull=”center” author=”Christof Koch e Giulio Tononi nella rivista IEEE Spectrum” link=”http://ieeexplore.ieee.org/document/4531463/?arnumber=4531463″]La coscienza è parte del mondo naturale. Essa dipende, crediamo, solo dalla matematica e dalla logica e dalle non del tutto conosciute leggi della fisica, della chimica e della biologia; essa non nasce da una qualità magica o ultraterrena.[/quote]

Progresso tecnologico e Legge di Moore permettendo (fai click sul link per saperne di più), fra qualche decennio saremo in grado di fare sostanzialmente due cose:

Neuroimaging

  1. Mappare tutte le interconnessioni neurali durante le funzioni dell’attività cerebrale, utilizzando avanzate tecniche di neuroimaging già esistenti, come la risonanza magnetica funzionale;
  2. Sviluppare tecnologie elettroniche e informatiche abbastanza potenti per l’esecuzione di una mente umana caricata su un supporto tecnologico.

Questo ci permetterebbe da una parte di conoscere tutti i “collegamenti” che costituiscono il nostro cervello anche non capendone il funzionamento, e dall’altra di caricare queste connessioni, conosciuto come mind uploading, così come sono in una realtà simulata al computer e osservare cosa accade. Il principio è il medesimo per cui scegliendo un sistema complesso a piacere, se sono in grado di copiare fedelmente ogni singola connessione, riesco a produrre una copia funzionate pur non conoscendo la logica del suo funzionamento.

[quote]La copia della mente su un supporto digitale potrebbe garantire l’immortalità all’umanità[/quote]

Questo piccolo “esperimento” potrebbe portare a una vera e propria rivoluzione non solo in campo scientifico ma anche filosofico! Proviamo a immaginarci cosa potrebbe accadere:

 

  • Primo caso: la copia non funziona. Da alcuni questo potrebbe essere considerato la dimostrazione che la mente umana e tutto quello che ne deriva (coscienza, sentimenti, memoria, creatività ecc.) non siano solo frutto di processi fisico-chimici, ma anche di realtà metafisiche che noi oggi chiamiamo anima; quel soffio vitale che ci distingue da ogni macchina che potremmo mai inventare.
  • Secondo caso: la copia funziona. Questo caso, al contrario, potrebbe essere la conferma “sperimentale” che le nostre capacità, anche quelle più complesse, siano date da altrettante complesse relazioni fisiche che si verificano nell’organo cervello. Se da una parte questo caso sembrerebbe darci delle certezze in più, dall’altra aprirebbe questioni ancora più difficili e a tratti inquietanti; infatti si verrebbe a creare un curioso paradosso: come potrebbe l’individualità di una persona esistere in due realtà differenti? La copia caricata su un computer può essere considerata identica all’originale, o verrebbero copiati solo i ricordi e la personalità dell’individuo fino a quel momento? Risposte difficili anche solo da pensare, che già da oggi scatenano non pochi dibattiti a livello etico, politico e filosofico.
Mind uploading
Tratto dal film “Io, robot”

Forse l’aspetto più intrigante di tutta la questione è che trasferire la mente da un “supporto biologico” a un supporto digitale potrebbe assicurarci l’immortalità! Sia ben chiaro, per ora parliamo solo di fantascienza, ma le premesse tecnologiche ci sono e forse fra qualche anno potrebbe diventare una realtà, voi non siete curiosi di scoprirlo?

Se ti interessa l’argomento puoi iscriverti e seguire questo MOOC (i MOOCs sono corsi universitari online gratuiti),

[graphiq id=”2YXxhSk2qr3″ title=”Neuronal Dynamics – Computational Neuroscience of Single Neurons” width=”500″ height=”748″ url=”https://w.graphiq.com/w/2YXxhSk2qr3″ link_text=”Graphiq” ]

o, altrimenti, leggere questi documenti da cui mi sono ispirato per scrivere questo articolo. Quasi tutte le fonti sull’argomento sono in inglese, ma potrebbe valere la pena di approfondire uno dei più importanti appuntamenti del futuro.

Mind uploading

  • «The basic idea is to take a particular brain, scan its structure in detail, and construct a software model of it that is so faithful to the original that, when run on appropriate hardware, it will behave in essentially the same way as the original brain.» Sandberg Anders, Boström Nick, Whole Brain Emulation: A Roadmap (PDF), Technical Report, Future of Humanity Institute, Oxford University, 2008.
  • Christof Koch, Giulio Tononi, Can machines be conscious?, IEEE Spectrum, 2008.

Neuroimaging

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Studente di ingegneria e appassionato di politica. Co-Founder di European People editore del giornale il Momento.

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