Attualità, Politica

Trump: la vittoria che non stupisce

clinton

Parliamoci chiaro: chiunque avesse vinto oggi sarebbe stato comunque fra i peggiori presidenti degli Stati Uniti.

Se si vuole fare un’analisi politica seria ci si rende conto che questa vittoria di #Trump conclude il 900 con le sue classiche categorie politiche e svela il cambiamento che qui in Italia è già chiaro da molto tempo:

  1. Il socialismo democratico di sinistra non rappresenta più i diritti sociali, le classi più deboli ma paradossalmente ora rappresenta la classe più forte in assoluto che si muove a livello globale: la finanza e i suoi interessi. È chiaro nel caso Clinton: donazioni alla sua fondazione da enti quanto meno sospetti (per esempio Qatar, lo stesso che finanzia l’ISIS), email compromettenti sui rapporti con le grandi banche e lobbies americane (Wikileaks) e anche se probabilmente rimarranno sempre fatti da dimostrare si percepisce che qualcosa di poco trasparente ci sia sotto e per il popolo americano questo è stato un fattore determinate. In Italia e nel mondo le sinistre hanno la stessa tendenza e sicuramente hanno abbandonato il tradizionale concetto di “socialismo” per spostarsi su interessi più grandi e sicuro meno vicini all’operaio di 100 anni fa.
  2. La tradizionale tendenza di sinistra di monopolizzare l’informazione e l’istruzione con il fine di indottrinare invece di favorire una libera scelta coinvolgendo, anche come si è visto più volte in Italia, i personaggi pubblici e di spettacolo tutti appartenenti ad una elite intellettuale che riconosce la democrazia solo se il “popolo vota bene”, ha ottenuto esattamente il contrario dell’effetto sperato. Negli USA non c’è stato un solo network televisivo, d’informazione o un solo VIP che non si sia schierato a favore della Clinton e pure i dati di oggi parlano chiaro. Certo Trump ha oggettivamente facilitato il lavoro prendendo alcune posizioni con cui era facile condannarlo mediaticamente, ma la percezione che il sistema d’informazione fosse completamente sbilanciato ha fatto capire che tanto democratico questo sistema non dovesse essere. Qui in Italia la stessa storia.
  3. La neo politica estera isolazionista di Trump è stato un fattore determinante nella sua vittoria contro tutto quello che invece avrebbe rappresentato la politica estera della Clinton, ovvero: peggiorare i rapporti della Russia proseguendo l’attuale politica di dispiegamento di oltre 300.000 uomini al confine da parte della NATO a chiara guida americana, con l’istituzione di una no-fly zone (lo disse in campagna elettorale) sulla Siria, proseguendo con il più meschino imperialismo americano che copre con la sua “missione morale” di portare la democrazia in tutto il mondo, forti interessi economici.

trump

Detti questi punti che sono solo alcuni di quelli che si possono individuare dalla vittoria di Trump vorrei esprimere due appelli e critiche più personali:

  • vorrei dire alle tante persone che ancora ora quando, anche solo per un fatto diplomatico della nostra nazione verso gli USA, tendono ancora a mantenersi sulla linea del viva la democrazia se il “popolo vota bene”, che Trump è un vostro prodotto, è il rifiuto di gran parte della gente (negli USA la maggioranza) degli atteggiamenti legati all’establishment.
  • vorrei dire a tutte quelle persone che si riconoscono nel centro destra moderato, che credono nell’iniziativa personale, nell’informazione e nell’istruzione libere usate non per indottrinare ma per concedere alle persone di scegliere, per chi in questo Paese si da da fare per migliorare la propria e l’altrui situazione economica, per chi è contro gli interessi della finanzia mondiale che preferiscono il monopolio alla sana concorrenza , di non sprecare questa occasione con personaggi come Trump e di non sfociare nel populismo ora che finalmente anche a livello internazionale la sinistra si è rivelata per quello che è. Il nostro Paese fortunatamente è ancora piena di gente capace, competente e seria che possa rappresentare la vostra classe politica!
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Studente di ingegneria e appassionato di politica. Co-Founder di European People editore del giornale il Momento.

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